Home

Cose serie

Lascia un commento

Perché spesso su questo spazio mi metto a scrivere riguardo la mia professione, o le cose collaterali che mi appassionano. Ma poi succedono cose molto serie, tipo l’addio di Sir Alex Ferguson dopo 24 anni di guida tecnica del Manchester United, e non posso non parlarne.

Anche perché ieri non ho potuto assistere al momento in diretta tv, (ndr avrei pagato tutto quello che ho per trovarmi all’Old Traffor fisicamente) e stamattina ho passato del tempo a cercare video che rendessero un minimo le emozioni provate. Il meglio che ho trovato è questo:

Oh comunque non si scandalizzi nessuno se chiamo emozioni cose collegate al calcio. Ho un concetto di emozione che è lo stesso che viene applicato ai film, ai momenti degni di essere vissuti, alle esperienze più forti, e che non viene sporcato da interviste post-partita ai limiti della programmazione robotica, sempre uguali e banali (le interviste di un allenatore e/o presidente sono materiale da 5 minuti di lavoro per un manager della comunicazione).
Ma neanche dagli scandali, dalle intercettazioni, dai 31 su campo e da tutte le menate. A me piace il campo, la palla che corre, e tutte le emozioni che si provano attorno ad esso. E ieri deve essere stato uno spettacolo l’Old Trafford..

Il popolo della rete non esiste

Lascia un commento

E non solo, non si scripopolo-o-corazzata-della-reteve neanche in maiuscolo Rete. E poi Twitter non insorge, non esistono le mezzi stagioni, manca un bel pezzo alle votazioni online (chissà se mai le vedremo), rosso di sera fa sperare bel tempo.

Ho parlato di questo in un lungo e appassionato post sul blog di Agorà Digitale. Sottolineo lungo, sono 8000 battute, quindi avvicinatevi a vostro rischio.

Questo è il backstage, una serie di appunti scaturiti da alcune riflessioni ed a loro volta diventati il post di cui sopra.

popolo-della-rete-backstage2

 

Il momento è finito

Lascia un commento

obpicBaHdrp

Questa foto è la pietra tombale del momento di cui parlavo in questo post, subito dopo le elezioni.

Ma di più, probabilmente è proprio la foto che dichiara la fine della Seconda Repubblica. Dopo l’elezione condivisa della Boldrini e di Grasso, il segnale atteso era quello della condivisione anche sul Quirinale. Dall’ascolto della piazza, degli umori e della sentiment analysis siamo invece saltati alla difesa della posizione politica, all’accordo-intrallazzo bipartisan ed al rifiuto di un candidato credibilissimo e pluri-sostenuto solo perché scelto dal M5S.

Magari cambierà tutto, visto che l’ultimo aggiornamento della prima elezione del Presidente sancisce che Marini non ce l’ha fatta, ed avremo un altro Presidente. Ma quello che non cambierà è lo scollamento ancora più acuto della vecchia politica dalle persone e la vittoria definitiva del messaggio dell’antipolitica, almeno a livello di comunicazione politica. Questa foto ne sancirà per molto tempo il ricordo, magari sarà proprio l’epitaffio.

Fonti: Gilda35, Repubblica, Appello per Rodotà Presidente, Piovono Rane di A.Gilioli

Il mio esordio in rassegna

Lascia un commento

Niente di particolarmente grandioso, ma una piccola soddisfazione personale. Oggi per la prima volta ho curato la rassegna stampa quotidiana di Agorà Digitale, l’associazione in cui lavoro volontariamente ormai da mesi (ne avevo parlato qui, il giorno della sudatissima apertura del nuovo sito).

La soddisfazione è per aver passato una mattinata diversa dal solito, preso nella ricerca di informazioni, nella loro classificazione (mentale) e nell’aggregazione delle informazioni che ritenevo fondamentali secondo un mio personalissimo criterio, ed essermi divertito mentre lo facevo.

Il taglio è ovviamente incentrato sui temi cari ad Agorà, principalmente ho optato per l’openness inteso come apertura del dato, sottolineando le differenze con l’utilizzo politico. Altri argomenti sono l’innovazione sociale (anche di quest’ultima alcuni appunti li ho presi qui) e dello scontro tra Morozov e O’Reilly sulla retorica del web 2.0.

Per chi volesse leggerla, è qui: http://www.agoradigitale.org/battaglie-sui-dati-senza-open/

Niente paura, è il momento.

1 commento

In questa settimana post-elettorale non posso certo permettermi di parlare di politica in maniera ampia, sia perché non l’ho mai fatto sia perché non è nelle mie competenze. Il momento delicato, le consultazioni, le trattative. Niente di questo.
Ci sono però dei dettagli che mi interessano molto in questa fase di enormi trasformazioni. Eh si, perché di trasformazioni enormi si tratta.
E Beppe Grillo e il suo movimento partito ci stanno aiutando a cambiare.
Mai era successo nella piccola storia italiana che un partito prendesse il 25% all’esordio, e questa è una rivoluzione culturale. Abbiamo pensato per anni che arrivare in parlamento volesse dire amministrare nel piccolo paese, provare la salita interna al partito (scegliendo quello giusto), fare la trafila. Oggi non è più così. Non è forse un cambio di paradigma pazzesco?

Non dico che sia in meglio, basterà conoscere i nuovi meccanismi per replicare sistemi corrotti anche nel nuovo. Anche perché non nego che il sistema online di selezione, commento e gestione democratica utilizzato da Grillo è assolutamente discutibile (NdR sull’argomento democrazia partecipata online potrei scrivere molto, ma non lo farò ora. Mi limito a segnalare questo articolo di Francesco Lanza sul sistema meetup, per il momento).

“Non sappiano quale sarà la prossima storia d’Italia”. Dice Ilvo Diamanti, e questo non può spaventarmi. Non deve spaventarci. Altrimenti staremmo facendo il giochetto della conservazione, e non possiamo proprio permettercelo. Quindi apro al nuovo, cosciente che il sistema di Grillo è imperfetto e che non credo mi rappresenterà mai. O mai più. Ma di certo ha riattivato una voglia di essere cittadini attivi, che mi sembra già un passo importante.
Ovviamente sto decidendo di vedere il bicchiere mezzo pieno, ma lo faccio perché ci vedo l’attivazione di un processo. E perché nelle associazioni di cittadini attivi ci ho speso buona parte del mio tempo e delle mie risorse, quindi voglio crederci. Arriveranno nuove forme di aggregazione, arriveranno nuovi strumenti. Speriamo solo di non disperdere queste energie, e di approfittare di questo spiraglio di cambiamento che si sta aprendo.

P.S. l’articolo che ha ispirato questa riflessione è questo di Barbara Spinelli su Repubblica.
P.S.2  dimenticavo una nota: cerchiamo di essere chiari, quello di Grillo è un partito. Travestito da movimento sociale e partecipato, riempito di retorica tecnoutopista che illude, ma governato da un vertice poco trasparente. Come nei peggiori partiti. Per qualcuno è addirittura un difensore del sistema attuale.

Esperimenti 3D

Lascia un commento

Mi rendo conto che è una cosa da nerd-tecnofili, ma il movimento di persone e idee che si sta sviluppando attorno alle stampanti 3D per me è una cosa troppo affascinante, che non confinerei solo nel mondo degli appassionati. O meglio, oggi lo è, ma non resterà a lungo roba di nicchia.

Intanto ci sono delle persone che stanno sperimentando, come Amanda Ghassaei, che ha stampato un vinile a 33rpm tramite una stampante 3D solo per il gusto di provarci. Il vinile è ascoltabile su qualunque apparecchiatura classica anche se, come scrive lei stessa, essendo una prova non si è preoccupata particolarmente di ottimizzare l’audio (che è di scarsa qualità, con una frequenza di campionamento che è 1/4 di quella di un Cd audio e 1/3 di quella degli Mp3).

The audio on the records is very low resolution, it has a sampling rate of 11kHz (a quarter of typical mp3 audio) and 5-6bit resolution (less than one thousandth of the resolution of typical 16 bit audio), but the result is easily recognizable.

Altro particolare di rilievo: il suo lavoro, il codice, i modelli 3D e tutto il processo di creazione sono aperti e disponibili gratuitamente su http://www.instructables.com/id/3D-Printed-Record/

E poi, volendo parlare del potere di Internet, una considerazione al volo: Queste cose prima non si potevano fare, oggi sì. Bisogna solo volerle fare.

3D Printed Record from Amanda Ghassaei on Vimeo.

Note:

Grazie della segnalazione al mio amico Marco Dal Pozzo, a sua volta consigliato da questo post di Quintarelli
Maggiori informazioni sul progetto e sull’autore si trovano qui.

Me at Agorà Digitale

1 commento

I miei ultimi 2 mesi sono stati spesi su questo sito (dato il mio ingrato mestiere) e in maniera più ampia nell’associazione Agorà Digitale.

Homepage Agorà Digitale

Non servono troppe presentazioni, basta cliccare sull’immagine o digitare www.agoradigitale.org, per soddisfare la curiosità di conoscerci.

Ma capita anche che nel mondo dell’iper-comunicazione ci siano delle cose che non si dicano, delle cose che le mille storie di un sito di informazione e attivismo come il nostro non dicono.

I progetti della nostra Associazione non li raccontiamo, ma li lasciamo intendere tra le righe. La fortuna è che se non si dovessero intuire facilmente, comunque basterà un minimo di pazienza. Non manca poi molto.

Voci più vecchie

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.